So versprecht ihr euch Ewigkeit fast von der Umarmung

 

 

Amanti, a voi, placati l’uno nell’altro,

io domando di noi. Voi vi avvincete. Ne siete sicuri?

Guardate , mi accade che le mani mie s’accorgano

una dell’altra, o che il mio volto

consunto in esse si riposi. E’ un po’ di

sensazione. Ma per questo soltanto chi oserebbe già

essere?

Ma voi che nell’estasi dell’altro

crescete, finch’esso, vinto,

vi supplica: non più -, voi che sotto le carezze

vi diventate più prosperi, come annate di grappoli;

voi che se venite meno talvolta, è solo perché l’altro

prevale del tutto: io vi domando di noi. Lo so,

vi toccate beati così, perché la carezza trattiene,

perché non svanisce quel punto che, teneri,

coprite; perchè in quel tocco avvertite

il permanere puro. E l’abbraccio, per voi è una

promessa

quasi d’eternità. Eppure, dopo lo sgomento

dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra

e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il

giardino,

amanti, siete amanti ancora? quando vi sollevate

per porvi alla bocca l’un l’altro-: bevanda a bevanda:

o come stranamente bevendo sfuggite quel bere.

 

 

~ di ariannatincalagusala su 6 dicembre 2009.

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