So versprecht ihr euch Ewigkeit fast von der Umarmung
Amanti, a voi, placati l’uno nell’altro,
io domando di noi. Voi vi avvincete. Ne siete sicuri?
Guardate , mi accade che le mani mie s’accorgano
una dell’altra, o che il mio volto
consunto in esse si riposi. E’ un po’ di
sensazione. Ma per questo soltanto chi oserebbe già
essere?
Ma voi che nell’estasi dell’altro
crescete, finch’esso, vinto,
vi supplica: non più -, voi che sotto le carezze
vi diventate più prosperi, come annate di grappoli;
voi che se venite meno talvolta, è solo perché l’altro
prevale del tutto: io vi domando di noi. Lo so,
vi toccate beati così, perché la carezza trattiene,
perché non svanisce quel punto che, teneri,
coprite; perchè in quel tocco avvertite
il permanere puro. E l’abbraccio, per voi è una
promessa
quasi d’eternità. Eppure, dopo lo sgomento
dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra
e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il
giardino,
amanti, siete amanti ancora? quando vi sollevate
per porvi alla bocca l’un l’altro-: bevanda a bevanda:
o come stranamente bevendo sfuggite quel bere.
